Altro #07 | Gente in giro | pag. 13

Posted on Nov 23, 2014
Altro #07 | Gente in giro | pag. 13

Studenti allo stato brado, tra Danimarca e Italia

Altro #07 | Horror | pag. 7 | di Sara Capelli

Paul entra in classe, raggiunge i primi banchi su cui appoggia lo zaino, dopodiché si leva le scarpe. Ha caldo, dice. Spalanca la finestra e fa entrare quei due raggi di sole che anche in Danimarca ogni tanto vengono concessi. Conviene approfittarne. Quando l’orologio attaccato alla parete segna le 9, puntuale, comincia la lezione.
Non che sia una questione di piedi nudi o mocassini. Ma l’idea è quella di un ambiente rilassato e informale, dove le menti si aggregano non tanto per ingurgitare passivamente informazioni servite dall’alto, quanto per masticare, rigurgitare e digerire per stadi il fieno fresco del sapere. Come mucche. Qui la chiamano flat hierarchy, nessuna gerarchia. Dall’università alla dirigenza di un’azienda, ergersi su un piedistallo significa solamente essere bersaglio più facile di pomodori maturi. Il risultato, perlomeno in classe, è uno scambio di idee, un’apertura alla discussione e rielaborazione di concetti ed esperienze. Tutti alunni e insegnanti allo stesso tempo. L’oggetto della lezione viene disgregato, fatto a pezzi. L’assimilazione è dunque immediata.
Di tanto in tanto il pensiero va ai tempi bolognesi, quando studiavo ancora in Italia. Duecento menti assonnate e ordinatamente riposte sulle gradinate dell’auditorium. L’orrida somiglianza tra le parole del prof, le parole proiettate sulla parete alle sue spalle e le parole stampate sul libro di testo, di cui lui stesso è autore.

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