Altro #07 | Cultura: musica | pag. 21

Posted on Nov 25, 2014
Altro #07 | Cultura: musica | pag. 21

Intervista a Oscar Dordi, cantante degli Sugarcandy Mountains

Altro #07 | Cultura: musica | pag. 21 | di Nicola Crippa

Nicola Crippa – Buongiorno Oscar. La redazione di Altro è fiera di poterla intervistare, specialmente in un momento così particolare per la vostra band: è un addio o un arrivederci?
Oscar Dordi – Buongiorno Nicola, è un piacere vederla. Si tratta di uno stop con rientro a data da destinarsi, naturalmente spero si tratti di un arrivederci, ma nel rock’n roll non ci sono regole né nulla di scritto.

Nicola Crippa – Ma torniamo alle origini del vostro gruppo: di strada ne avete fatta in questi sei anni, e siete migliorati praticamente da tutti i punti di vista, eppure la prima canzone da voi composta, Anfetamine e Melodia, è ancora una di quelle più belle, a giudicare dai commenti dei vostri fan. Come spiega questo fatto?
Oscar Dordi – Ci sono canzoni che nascono in un attimo, quando riesci a cogliere quell’attimo e ad alimentarlo fino alla fine del flusso di emozioni che ti travolge, puoi stare certo del risultato. Anfetamine e Melodia è nata così, credo sia per questo che riesca a comunicare così tanto alla gente, nonostante il tempo che passa e a prescindere dagli aspetti tecnici.

Nicola Crippa – Qual’è stato il momento più bello, intenso e gratificante vissuto dagli SugarCandy Mountains?
Oscar Dordi – Personalmente direi la serata di presentazione del nostro primo video, Pakki Mortali, al Daho Club di Dalmine. Fu una serata veramente eccezionale, organizzata interamente da noi, che ci rese davvero orgogliosi di ciò che stavamo facendo.

Nicola Crippa – E quello che, se potesse tornare indietro nel tempo, vorrebbe evitare di rivivere?
Oscar Dordi – Il giorno della presentazione dell’album Nel vostro Recinto, rovinato da un diluvio eccezionale che ci fece rimandare il tanto atteso pool party.

Nicola Crippa – Venerdì 6 settembre ero anche io tra i presenti al vostro ultimo concerto, e ho notato sul suo viso delle lacrime a fine concerto. Era solo una mia impressione o era davvero commosso?
Oscar Dordi – Mi vuole proprio mettere in imbarazzo (ride). Non posso negare che il concerto di settembre aveva una forte carica emotiva, il finale concitato poi è stato veramente viscerale – la gente che c’era sa di cosa parlo – quindi mi sono fatto un po’ trasportare e quando abbiamo cantato per ultima Anfetamine e Melodia a cappella, tutti insieme, solo con i fiati e il coro della gente… beh, ammetto che l’occhio è diventato un po’ lucido… cose che capitano.

Nicola Crippa – Ha altri progetti artistici per la sua carriera da cantante nell’anno a venire?
Oscar Dordi – Come cantante no, ultimamente mi sto divertendo a suonare il basso con degli amici poco raccomandabili con cui abbiamo creato un gruppo, i Necrophylax, con i quali mettiamo in scena uno spettacolo piuttosto osceno che però sta raccogliendo consensi.

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