Altro #06 | Interviste | pag. 17

Posted on Ott 13, 2014
Altro #06 | Interviste | pag. 17

Intervista a Raul Montanari, direttore artistico del festival “Presente Prossimo”

Altro #06 | Interviste | pag. 17 | di Luciano Cristiano

Bergamo/Milano, 20 settembre 2014
Presente Prossimo, il festival dei narratori italiani promosso dal Sistema Bibliotecario della Valle Seriana che dal 2008 diffonde il valore della letteratura contemporanea in Val Seriana e nella provincia di Bergamo, è una sfida culturale che cerca di varcare i confini di un unico territorio. I punti di interesse si moltiplicano per scovare nuovi lettori e appassionati. Non un solo centro bensì una diramazione di prospettive. Un modo interessante e innovativo di investire nella cultura. Un festival diffuso, alla ricerca di un pubblico sempre più ampio.

 
RAUL MONTANARI – Presente Prossimo gode di una caratteristica quasi unica tra i festival letterari italiani. Unico infatti è poter trovare gli incontri con gli autori suddivisi tra diversi centri e soprattutto senza appoggiarsi a una grande città. Tutto questo implica certamente difficoltà organizzative importanti, perché quando si chiede il coinvolgimento di diversi comuni, è abbastanza naturale che ogni assessorato prema per ottenere la massima risposta in termini di efficacia per il proprio pubblico. Per mettere d’accordo i vari comuni, è stato certamente importante dare continuità alla presentazione di serate su cui si potesse garantire una riuscita a fronte dell’investimento fatto. Ciò è stato possibile sia nei termini di popolarità degli autori coinvolti, sia per la curiosità suscitata dall’intervento di autori stranieri. A questo proposito devo ringraziare chi fa da interfaccia con le amministrazioni locali, perché fin dal 2008 abbiamo costantemente riempito le sale che ci hanno ospitato: a partire da quelle che contenevano cento o centoventi persone, ad esempio in occasione di incontri con i poeti che, come sappiamo, hanno un pubblico più ristretto rispetto a quello dei prosatori, per giungere infine alle serate in cui si potevano contare diverse centinaia di persone, come in occasione dell’intervento di Faletti, al Palasport di Treviglio.
Un aspetto interessante che riguarda la varietà del pubblico si può osservare a partire da una distinzione fondamentale. A ogni serata infatti partecipa un buon cinquanta per cento di pubblico rappresentato dai fedeli di Presente Prossimo, coloro che non perdono neanche un incontro e leggono ogni pubblicazione presentata al Festival, mentre la seconda metà dei partecipanti si conta come pubblico dell’occasione, persone del paese o della cittadina ospite. Abbiamo quindi un duplice aspetto: fedeltà di pubblico e scavo pionieristico come stimolo sul pubblico locale.

 
LUCIANO CRISTIANO – Molteplici i punti d’ascolto sul territorio, numerose le voci dei narratori che interverranno come ospiti del Festival, molteplici i presentatori delle serate. Se la scrittura e la lettura, come due volti della stessa medaglia, giocano in una continua costruzione di prospettive e di reciprocità, qual è l’idea principe in cui confluiscono i vari interventi programmati per questa settima edizione di “Presente Prossimo”?

RAUL MONTANARI – Alcune precedenti edizioni del Festival avevano un’idea dominante come linea guida tra gli incontri. A oggi però siamo sempre più interessati a presentare autori capaci di richiamare un pubblico numeroso, potenziando l’offerta sulla presentazione dei migliori narratori in circolazione: quelli più interessanti e di maggiore attualità. Farei fatica, a dire la verità, a cercare una sorta di elemento comune o di idea dominante per la manifestazione di quest’anno. Diciamo che, stando così le cose, l’idea portante è quella della varietà. È difficile in effetti trovare un festival in cui ci sia una simile ampiezza di proposte. Anticipiamo, anche solo con un cenno, la grande dialettica a cui si potrà assistere tra autori di genere e non di genere o, per altri versi, alla dialettica tra maschile e femminile. Pur tuttavia, quest’anno sarà meno folto l’angolo della poesia e so già che faremo arrabbiare una parte di pubblico particolarmente agguerrita. Sappiamo bene infatti che il pubblico della poesia, a differenza di quello della narrativa, è spesso anch’esso poeta e quindi ascoltatore esigente e partecipe.

 
LUCIANO CRISTIANO – È ragionevole afermare che il lettore dia colui che interpreta e dà nuova vita alle parole che gli scrittori affidano alla carta. Possiamo anche dire che il lettore – e questo è un esperimento che cerchiamo di praticare e alimentare anche all’interno del nostro giornale – può diventare a sua volta scrittore, impugnando la penna e passando dall’altra parte della pagina? Quale ponte si può getare tra lo slancio interpretativo e la genesi creativa della scrittura?

RAUL MONTANARI – Il festival dà forma a questa idea in due modi. Il lettore viene infatti coinvolto fisicamente già durante gli incontri nel senso che, durante le serate è come se mancasse la “quarta parete”, come a teatro, soprattutto quando si può godere dell’occasione eccezionale di parlare con chi scrive, in un momento finale in cui il pubblico incontra liberamente gli autori faccia a faccia, anche al di là della semplice richiesta di un autografo. L’altra importante modalità è l’incontro degli autori con le scuole. È straordinario il fatto che nonostante ciò comporti un notevole impegno in più (e conseguentemente più onerosa la gestione dell’impianto organizzativo della manifestazione) questo momento di incontro coi ragazzi viene sentito come un privilegio da parte degli autori. I ragazzi arrivano ad incontrare gli scrittori dopo aver fatto un lavoro di studio e di approfondimento con i loro docenti. È proprio questa la scuola che funziona, perché aperta alla contemporaneità e a quanto c’è in essa di artisticamente grande. Noi pensiamo sempre che la grandezza abbia un’origine remota. Troppo spesso siamo pronti a riconoscere la bellezza e la grandezza solo a persone che sono lontane nello spazio oppure nel tempo. I grandi, insomma, sono sicuramente tutti morti! Ma non è così: leggiamo e incontriamo oggi autori la cui grandezza sarà riconosciuta domani, poiché man mano che uno va avanti, anche il confine della grandezza si sposta. Tutto diventa ancor più interessante per il fatto che si ha la possibilità di incontrare gli autori e di ascoltarne le voci, sentendo un coinvolgimento tutto nuovo. L’aspetto ulteriore dell’interattività del festival sono i workshop, dove c’è davvero la possibilità di scavalcare la famosa “quarta parete”. Al workshop aperto, che si terrà in concomitanza con la manifestazione, farà eco, nel mese di gennaio, un ulteriore momento di formazione dedicato ai giovani liceali. Il Festival ha infatti ampliato la sua originaria estensione stagionale, che prima copriva solo l’autunno, seguendo l’idea per cui in tutto l’anno ci potranno essere manifestazioni o eventi che si richiamano a Presente Prossimo. È proprio l’occasione di questi seminari il momento in cui si affrontano i problemi tecnico-pratici relativi all’approccio di chi sta dall’altra parte della pagina. Pensiamo, ad esempio, al mondo di riflessioni attorno alla psicologia dell’autore e al rapporto della scrittura con gli elementi autobiografici e le persone della narrazione. Nella scrittura si esercita un continuo gioco di distanze, un po’ come nel pugilato. Il narratore è come un pugile che deve far male e, per far male, deve muoversi nella giusta distanza, soprattutto da se stesso. Il narratore deve essere sempre in grado di pensare che una cosa che lo coinvolge profondamente verrà espressa in maniera efficace solo tramite un gioco di proiezione e di rappresentazione.

 
LUCIANO CRISTIANO – Abbiamo parlato di proiezione e rappresentazione. Cogliamo questo tratto pre toccare un ulteriore spunto offerto dal festival. Ci riferiamo al cotè cinematografico che farà da contraltare alla letteratura. Se la scrittura è la prima evocatrice di trame e immagini, quali spunti possiamo trarre dalla narrativa per affiancare la settima arte, ovvero il cinema, dove l’ascolto passa di nuovo dalla visione?

RAUL MONTANARI – “Presente Prossimo” è come se avesse proposto un gioco ai suoi autori e al proprio pubblico. Già da qualche anno siamo entrati in contatto con Lab 80 e, attraverso questa collaborazione, anche quest’anno abbiamo chiesto ai narratori del Festival di selezionare alcuni film da proporre al pubblico durante la rassegna. Quando pensiamo alla rappresentazione cinematografica come forma di narrazione, dobbiamo pensare che ogni narrazione nasce comunque da una esperienza verbale e, ancor prima, di scrittura. Si pensi al mito, alla poesia, al teatro. All’inizio c’è sempre una scrittura, dopodiché, l’immagine. La cosa interessante è per noi questa: il pubblico può divertirsi a trovare le analogie ma anche le sorprese tra la scrittura di quel certo autore e il film da lui proposto. Notevole, inoltre, che questi autori non si siano affatto messi in posa nel momento in cui hanno scelto i film per la rassegna. I film selezionati non sono opere di autori sconosciuti al pubblico o di difficile lettura bensì, tra gli altri, si è scelto di approcciare alcuni grandi registi come John Ford, Oliver Stone o Federico Fellini.

1 Comment

  1. Altro Altro #06 | Dalla Coop. Diagramma | pag. 31 - Altro
    14 Ottobre 2014

    […] Spulciando tra i loghi dei partners di Presente Prossimo non sarà sfuggito il Gatto di Altro! Quasi ovvio che un accanito lettore come lui non si sia fatto scappare questa opportunità. Già a partire da questo numero i nostri lettori potranno leggere le interviste realizzate dai nostri giovani redattori a tutti i protagonisti del Festival: da Nicoletta Vallorani, autrice eclettica vincitrice del Premio Urania 1993 e finalista al Premio Bugatta 2011, a Tiziano Fratus, poeta e scrittore, passando per Walter Siti, Daria Bignardi e Gianrico Carofiglio. Per noi è un’occasione rara per far incontrare faccia a faccia giovani aspiranti giornalisti con personalità di spicco nell’ambito della cultura italiana. In questo numero di Altro la prima delle interviste, realizzata da Luciano Cristiano a Raul Montanari, direttore artistico di Presente Prossimo (leggi l’intervista). […]

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