Altro #06 | Cultura: scienza | pag. 22

Posted on Ott 19, 2014
Altro #06 | Cultura: scienza | pag. 22

Dormire o non dormire? Questa è la metro

Altro #06 | Cultura: scienza | pag. 22 | di Giovanni Persico

Ci capita spesso di pensare che il tempo passato a dormire sia tempo sprecato, tempo in cui avremmo potuto fare più cose, essere, come si dice, più produttivi. Ma il sonno è molto più importante di quanto pensiamo noi, che siamo abituati a passare il weekend a letto e a maledirci quando ci rendiamo conto di aver buttato via la giornata. Per convincersene basta guardare la Ted conference di Russel Foster, un neuroscienziato americano che, tra citazioni shakespeariane e un modo di fare retorica tutto americano, parla del sonno nel mondo in cui viviamo, frenetico, fatto di code in macchina e caffè da asporto.
In Giappone l’hanno capito, oppure hanno guardato anche loro la conferenza del nostro neuroscienziato, e ora le aziende incoraggiano i dipendenti a prendersi più pause durante la giornata lavorativa. Un lavoratore medio giapponese, che lavora dalle 10 alle 14 ore al giorno senza contare gli straordinari, ha imparato a dormire ovunque, dalla metropolitana ai servizi pubblici e capita spesso che, per impegni di lavoro, abbia dovuto passare la notte in uno di quegli hotel in cui le “camere” assomigliano più a delle celle frigorifere di un obitorio. Noi che, se tutto va bene, dormiamo 6 ore a notte nel nostro letto dobbiamo ritenerci fortunati ma non per questo necessariamente riposati.

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