Altro #01 alpha | Cronaca | pag. 7

Posted on Giu 19, 2014
Altro #01 alpha | Cronaca | pag. 7

Dove si racconta di un episodio che pur piccolo ha un certo fascino tanto che a uno gli piacerebbe proprio essere stato lì

Altro #01 alpha | Cronaca | pag. 7 | di Luca Blumer

Il fatto è questo. Siamo sulla TEB che è appena partita da Albino. Mattina presto verso la fine di gennaio, non so di preciso il giorno. Quasi tutti studenti.
I fatti strani sono due ed accadono in contemporanea. Appena dopo Pradalunga sulla vettura di testa dove sto io, ad un certo punto si interrompe, ma per poco, diciamo una ventina di secondi, tutto il solito chiacchierare di ogni mattina. Si sente solo il rumore del treno e poi in quella specie di silenzio una ragazza dice a voce appena un po’ alta una frase bellissima.
La ragazza non l’ho vista, ho solo sentito la frase. Poi sono ricominciate le chiacchiere di ogni mattina ma mi sono accorto che tutti avevano sentito questa frase bellissima che continuava a entrare nei discorsi.
Direi che c’era una certa felicità nel ripeterla.
Io sono sceso ad Alzano Centro e mi sono fermato a veder partire il treno sempre con questa frase bellissima in testa. Avevo qualche problema anche ad aprire l’ombrello per cui sono restato lì un po’. Così, mentre stavo fermo alle prese con l’ombrello, mi hanno superato quelli che erano scesi dalla vettura di coda e mentre passavano ho sentito che anche loro discutevano di quella frase bellissima.
Praticamente nel tratto da Pradalunga a Alzano Centro era passata di bocca in bocca lungo tutti i vagoni quella bellissima frase.

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